e i suoi effetti su questi paesi, in particolare su quelli dell’africa sub-sahariana. Il mutamento climatico Il ruolo politico dei paesi Come far sentire la voce degli ultimi. Tentativo ambizioso: un documento comune che chieda alla Comunità internazionale e al G20 di farsi carico dei bisogni di queste popolazioni e della tutela ambientale in questa parte rilevante del pianeta. La fame e l' impoverimento la risposta dei soggetti sociali che resistono e si organizzano. Organizzazioni di contadini, studenti, donne, artigiani che stanno cercando con grandi sforzi di contrastare questa situazione. La richiesta dei governi di questi paesi. La ricerca di un altreconomia. Immigrazione e accoglienza
Intercultura
Fare conoscere questi paesi al di là degli stereotipi. La loro grande cultura e storia. Il ruolo dei corridoi umanitari che vanno potenziati ed estesi a tutti i paesi attraversati da conflitti, siccità, gravi condizioni socio-sanitarie. Il ruolo della cooperazione decentrata.
La questione sanitaria Sono tutti paesi con una aspettativa media di vita intorno ai 50 anni, con debolissime strutture sanitarie, e una quasi totale mancanza di prevenzione. La situazione si è ulteriormente aggravata con la pandemia generata dal Coronavirus.

Il comitato “The Last 20”, nato nel febbraio 2021, riunisce gli “L20”, i venti Paesi più “impoveriti” del nostro pianeta, in base alle statistiche internazionali sui principali indicatori socio-economici e ambientali. Sono i Paesi che più soffrono della iniqua distribuzione delle risorse, dell’impatto del mutamento climatico, delle guerre intestine, spesso alimentate dai G20.

“The Last 20” è diventato un evento, partito da Reggio Calabria il 22 luglio scorso, con l’intitolazione simbolica di un ponte, che unisce la città al suo porto, all’Ambasciatore Luca Attanasio e alla sua scorta, uccisi in Repubblica Democratica del Congo il 22 febbraio 2021, e proseguito al Parco Ecolandia.

La seconda tappa di “The Last 20” si è tenuta dal 10 al 12 settembre a Roma, presso la Macro Area di Lettere e Filosofia dell’Università Tor Vergata, dove le comunità dei Paesi L20 e gli esperti si sono confrontati sul tema dell’insicurezza alimentare, povertà, fame, condizione femminile, analizzando le cause dell’impoverimento nei Paesi Last 20 e i percorsi d’uscita, dal punto di vista degli “ultimi”.

“The Last 20” ha visto poi la terza tappa in Abruzzo e Molise, a L’Aquila, Sulmona, Agnone, Castel del Giudice, Colle d’Anchise e Castelpetroso, dal 17 al 21 settembre, cinque giorni di incontri e festa per dialogare sui grandi temi globali tra autorevoli relatori, rappresentanti dei Paesi L20, artisti.A Milano The Last 20 si svolge dal 24 al 27 settembre, presso la Casa della Carità e presso East River. I temi sono quelli della salute globale, delle conseguenze del climate change sui Paesi Last 20 e, a seguire, un incontro dei giovani -anche dei Paesi L20- impegnati su questi temi, in vista della PreCop 26.

“The Last 20” si conclude a S.M. di Leuca il 2-3 ottobre con la stesura di un documento da presentare nelle sedi internazionali.

In tutte le tappe, l’ingresso è libero con obbligo di Green pass.

I Paesi L20
Non si tratta di Paesi “poveri” ma piuttosto “impoveriti” da sfruttamento coloniale, guerre e conflitti etnici, catastrofi climatiche. Sono ben più di 20 ma simbolicamente abbiamo scelto: Afghanistan, Burkina Faso, Burundi, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea Equatoriale, Guinea Bissau, Haiti, Libano, Liberia, Malawi, Mali, Mozambico, Niger, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan e Yemen.